Condividi:
gary illyes mobile first indexing

Gary Illyes all’Smxl Milan 2016

Nell’autunno del 2016, Google ha annunciato un cambiamento nel proprio sistema di indicizzazione dei siti internet. Si tratta del Mobile-First Indexing che, al di là delle questioni tecniche, è l’ennesima prova di quanto le ricerche si siano ormai in buona parte trasferite sui dispositivi mobili (si stima che siano già oltre il 50% delle ricerche totali).

Il Mobile-first Indexing spiegato da Gary Illyes

Il 9 novembre, nell’ultima giornata dell’edizione 2016 di SMXL Milan, ne ha parlato ai Seo italiani Gary Illyes, Webmaster Trends Analyst di Google. Fino a ora, l’indice di Google si è sempre formato partendo dall’analisi della versione desktop di un sito, anche quando l’indice era mobile; questa abitudine, ora che le ricerche avvengono per la maggior parte su dispositivi mobili, non ha più senso. Da qui nasce il Mobile-First Indexing: nell’indicizzazione di una pagina, Google utilizzerà un mobile user agent e partirà dalla versione mobile del sito, se presente. Attenzione, questo ultimo punto è fondamentale, il nuovo sistema di Google riguarda solo quei siti e quelle pagine che hanno una configurazione del sito diversa per il mobile, che spesso si traduce anche in url diverse per le due versioni. I siti che sono solo desktop, semplicemente mobile friendly o responsive, cioè non hanno pagine duplicate su url diverse o con strutture diverse, continueranno a essere indicizzati come sempre. Per fare un esempio, il sito del quotidiano veronese L’Arena si presenta con questa url su desktop http://www.larena.it/ e con questa su mobile http://m.larena.it/. La seconda versione ha meno contenuti, un menù più semplice e un layout molto diverso.

Conseguenze del Mobile-First Indexing

I molti Seo presenti in sala al Mico Milano Congressi hanno chiesto a Illyes che problemi potrebbero sorgere in questi siti, in quanto le versioni mobile sono di solito più povere di contenuti, scarsamente curate in chiave Seo e con pochi link in entrata sia dall’esterno e che dall’interno, soprattutto rispetto alle loro corrispondenti desktop. Il rappresentante di Google ha subito calmato gli animi chiarendo la situazione.

Dunque, quei siti che hanno una versione mobile diversa da quella desktop e duplicata, cosa devono fare? La risposta a questa domanda dipende dalla situazione di partenza. Se la struttura del sito, sia desktop che mobile è fatta bene, la pagina desktop sarà impostata come canonical, mentre la versione mobile conterrà il link rel alternate che rimanda alla versione desktop. Se queste specifiche sono implementate in modo corretto, il valore della pagina desktop si trasferisce alla versione mobile, che quindi non perde posizioni nella Serp, se non per le normali fluttuazioni di posizionamento. Quella appena riportata è solo una delle specifiche da rispettare, ma nel blog dei webmaster di Google, le eventuali azioni da intraprendere sono spiegate più nel dettaglio: https://webmasters.googleblog.com/2016/11/mobile-first-indexing.html

Cosa succede ai siti che hanno solo la versione desktop?

Al netto di tanti altri fattori Seo e soprattutto dell’algoritmo di Google che favorisce i siti mobile friendly negli indici su mobile, i siti che hanno solo la versione desktop o delle versioni mobile responsive e non troppo diverse dalla principale, non subiranno danni dal Mobile-first Indexing. Semplicemente saranno analizzate dagli algoritmi di Google con un mobile user-agent, anche se sono desktop. Nelle serp, questi siti si presenteranno come sempre, mentre quelli che hanno una versione mobile, compariranno nei risultati di ricerca con questa versione.

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 + 7 =

Show Buttons
Hide Buttons