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Cari lettori, nel terzo articolo abbiamo parlato della pubblicità su internet, oggi vorrei proporvi un approfondimento sul posizionamento nei motori di ricerca, “la SEO”, il posizionamento organico.

Nel 2001 quando ho iniziato con l’attività di ottimizzazione SEO, in Italia si sviluppava l’utilizzo di internet e c’erano i primi motori di ricerca (ricorderete Virgilio ed Altavista) che ci aiutavano a trovare quello che stavamo cercando, essendoci poca competizione era relativamente facile arrivare primi su questi motori.

Man mano che Internet si sviluppava e il suo utilizzo diventava sempre più frequente i motori di ricerca iniziavano a farla da padroni, diventarono in brevissimo tempo i siti principali per la ricerca di informazioni (e questo era solo l’inizio). Le statistich

e ci dicono che oggi la maggior parte delle persone parte dal motore per arrivare all’informazione che sta cercando.

Nel 2001 mi immergevo per la prima volta in questo mondo: bastava inserire una parola ed il motore tirava fuori decine di risultati, ero (e sono) molto curioso, dovevo assolutamente capire come funzionava e avevo intuito che poteva esserci un “lavoro” dietro.

Avevo ragione e i motori di ricerca diventarono il mio lavoro.

L’attività tecnico/pratica che bisogna fare per arrivare nelle prime posizioni del motore di ricerca si chiama SEO (letteralmente ottimizz

azione per i motori di ricerca).

La SEO consiste (banalizzando molto la logica di funzionamento) nel fare in modo che il sito web che andiamo a costruire (oppure ad ottimizzare, se esiste già) abbia quelle caratteristiche di struttura, di contenuti e anche di popolarità, che lo rendono per il motore di ricerca uno tra i più rilevanti per quella “parola chiave o ambito” che abbiamo cercato.
Il motore stabilisce l’ordine dei risultati della ricerca tramite un suo algoritmo segreto, ed è per questo che è difficile arrivare primi… E aggiungo che nessuno può garantire che arriverete primi.

Parlando del motore più importante di allora e di oggi, Google, il suo algoritmo (che è un insieme di regole/caratteristiche) oggi è gestito in parte dall’intelligenza artificiale e quindi è ancora più difficile da capire o interpretare completamente. Per questo motivo la SEO è diventata una disciplina che abbraccia tantissimi ambiti, tra cui: la programmazione, l’analisi, l’ottimizzazione, la creazione di contenuti, lo sviluppo della popolarità online, lo studio dell’usabilità, ecc… Non è più possibile seguire delle regolette per arrivare primi, ma occorre ribaltare la prospettiva.

Oggi l’attività SEO è un’attività che serve a migliorare “veramente” i siti web, pensando che questi verranno usati da utenti a cui vogliamo farcompire un’azione.

L’attività di ottimizzazione sui motori di ricerca deve essere pensata per gli utenti (e non per “buggerare” il motore), al fine di rendere effettivamente quel sito: “uno tra i più rilevanti” in modo che il motore di ricerca lo premi, inserendolo nelle prime posizioni. Offrendo così i risultati migliori a chi sta cercando quella “parola chiave”.

La SEO è rimasta negli anni l’attività principale per portare visite e conversioni ad un sito web, se fatta bene è tra le leve più efficaci del web marketing, se fatta male, purtroppo, può causare problemi importanti ai siti ed al business del cliente.

Per ogni domanda o dubbio scrivetemi pure su info@aletur.it

Grazie

Alessio Turriziani

QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO SUL NUMERO DI GIUGNO DELLA TESTATA GIORNALISTICA  INCASSETTA, NELLA RUBRICA “FARE BUSINESS SU INTERNET” A CURA DI ALESSIO TURRIZIANI.

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