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Core Web Vitals: cosa sono e perché impattano sulla tua SEO
avatarAlessio Turriziani
date15 Marzo 2025

Quando si parla di SEO viene spontaneo pensare a parole chiave, link building e contenuti di qualità. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare un altro fattore cruciale che può fare la differenza tra un sito ben posizionato e uno che fatica a scalare le serp: la User Experience (UX).

Google ha sempre premiato i siti che offrono un’esperienza utente fluida e veloce, ma l’introduzione dei Core Web Vitals ha reso questo aspetto un vero e proprio fattore di ranking. Ma cosa sono esattamente i Core Web Vitals? E perché sono importanti per la SEO?

Cosa sono i Core Web Vitals?

I Core Web Vitals sono un insieme di metriche introdotte da Google per capire quanto un sito è stabile, veloce e reattivo mentre viene navigato dagli utenti. Sono metriche particolarmente importanti perché Google le utilizza come fattore di Ranking, e influenzano di conseguenza la posizione di un sito sui risultati di ricerca.

Ma perché Google dà così tanta importanza a questi aspetti? Per un motivo semplice: gli utenti vogliono siti veloci, facili da usare e senza problemi di caricamento.

Se una pagina impiega troppo tempo a caricare o si sposta in modo imprevedibile mentre stiamo cercando di cliccare un pulsante, l’esperienza diventa frustrante. E quando gli utenti si infastidiscono, spesso lasciano il sito per cercare un’alternativa… magari quella di un concorrente.

I Tre Pilastri dei Core Web Vitals

I Core Web Vitals si concentrano su tre aspetti fondamentali:

  1. La velocità di caricamento del contenuto principale della pagina (Largest Contentful Paint – LCP): misura il tempo che impiega l’elemento principale della pagina (un’immagine, un video o un blocco di testo significativo) a caricarsi completamente. In altre parole, indica quando l’utente può effettivamente vedere il contenuto principale della pagina, idealmente senza dover aspettare troppo a lungo.
  2. La reattività della pagina agli input degli utenti (First Input Delay – FID, ora sostituito da Interaction to Next Paint – INP): L’INP ha sostituito il precedente First Input Delay (FID) come metrica per misurare la reattività di un sito. In pratica, valuta quanto velocemente la pagina risponde quando l’utente interagisce con un elemento, come un pulsante o un link. Un buon INP è inferiore ai 200 millisecondi. Se supera i 500 millisecondi, il sito è considerato poco reattivo.
  3. La stabilità visiva della pagina mentre viene caricata (Cumulative Layout Shift – CLS): Ti è mai capitato di cliccare su un link e, all’ultimo secondo, la pagina si sposta facendoti premere qualcos’altro? Questo problema è causato da un CLS elevato, che misura quanto gli elementi di una pagina si muovono mentre questa si carica. Un buon CLS è inferiore a 0.1. Se supera 0.25, la pagina viene considerata instabile.

Queste tre metriche sono il cuore dei Core Web Vitals e rappresentano il modo in cui Google valuta la qualità dell’esperienza utente su un sito. Se il tuo sito è veloce, reattivo e stabile, offrirà un’esperienza migliore agli utenti e avrà maggiori possibilità di essere premiato nei risultati di ricerca.

Come misurare i Core Web Vitals?

Una volta compresa l’importanza dei Core Web Vitals è importante sapere come misurarli per valutare lo stato di salute del sito ed evidenziare eventuali criticità. Fortunatamente, Google mette a disposizione diversi strumenti gratuiti per analizzare queste metriche in modo semplice ed efficace.

Google Page Speed

Google Page speed è uno degli strumenti più utilizzati per analizzare le prestazioni di un sito web. Basta inserire l’URL della pagina da esaminare per ottenere un report ben dettagliato sulle metriche dei Core Web Vitals, in particolare: mostra un punteggio complessivo della pagina (da 0 a 100), i valori di LCP, INP e CLS con indicazioni su come migliorare e dei suggerimenti di ottimizzazione.

Google Search Console

La Search console è lo strumento ufficiale di Google per il monitoraggio SEO di un sito ed include un’apposita sezione dedicata ai Core Web Vitals. Offre una panoramica delle pagine buone, migliorabili o scadenti, dei grafici con l’andamento delle prestazioni nel tempo e un elenco di pagine che richiedono un intervento.

Lighthouse

Google Lighthouse è un altro strumento utile per analizzare i Core Web Vitals in modo più dettagliato, fornisce inoltre informazioni su accessibilità e best practice SEO.

Come migliorare i Core Web Vitals?

Migliorare i Core Web Vitals richiede un mix di ottimizzazione tecnica e strategica. L’obbiettivo è rendere il sito veloce, reattivo e stabile, migliorando sia la SEO che l’esperienza utente.

  • Migliorare il Largest Content Paint: è utile a questo scopo procedere ottimizzando le immagini, migliorando la velocità del server, ottimizzando il CSS e implementando il lazy load
  • Migliorare l’Interaction to Nex Paint: è utile a questo scopo ridurre il peso del javascript, utilizzare il lazy load per i contenuti non essenziali, minimizzare il processo di rendering e utilizzare il caching del browser.
  • Migliorare il Cumulative Layout Shift (CLS): è utile a questo scopo dichiarare sempre le dimensioni delle immagini e dei video, evitare la pubblicità e contenuti dinamici ed evitare l’inserimento di contenuti sopra quelli già visibili.

Se il tuo sito ha problemi di velocità o usabilità, è il momento di agire. Vuoi migliorare le performance del tuo sito e ottenere risultati concreti in ottica SEO?

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