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Google Search Console: come correggere errori di indicizzazione e migliorare la SEO
avatarAlessio Turriziani
date1 Luglio 2025

Nella prima parte di questa guida abbiamo analizzato la dashboard del rendimento di Google Search Console, osservando come dati quali impressioni, clic, CTR e posizione media possano offrirci una panoramica immediata delle performance del nostro sito. Abbiamo visto, ad esempio, come un CTR basso possa suggerire la necessità di ottimizzare titoli e meta descrizioni, e come il monitoraggio delle query possa indicare nuove opportunità di miglioramento.

In questa seconda parte approfondiremo aspetti altrettanto fondamentali per una strategia SEO completa. Scopriremo come verificare che tutte le pagine importanti siano correttamente indicizzate, esaminando le varie categorie (errori, avvisi, valide ed escluse) presenti nella voce “Indicizzazione”. Affronteremo inoltre le problematiche più comuni, come l’errore 404 o gli errori 5xx, illustrando come intervenire per risolverle.

Come capire quali pagine sono indicizzate?

Una volta compreso l’andamento delle query e delle pagine, è fondamentale verificare che tutte le pagine importanti del tuo sito siano correttamente indicizzate.

In Google Search Console, le pagine del tuo sito vengono classificate in base al loro stato di indicizzazione, offrendoti una panoramica chiara su come Google le gestisce.

Una pagina indicizzata è quella che Google ha elaborato e inserito nel suo indice; ciò significa che il contenuto è stato valutato, ritenuto rilevante e potrà comparire nei risultati di ricerca. Una pagina rilevata ma non ancora indicizzata è stata trovata da Google durante la scansione del sito, ma non necessariamente è stata ancora inclusa nell’indice. Questo stato può indicare che la pagina è in fase di valutazione o che potrebbero esserci delle problematiche da risolvere prima dell’indicizzazione definitiva. Infine, una pagina non indicizzata è stata analizzata da Google ma è stata esclusa dall’indice, per esempio a causa di istruzioni specifiche (come il tag “noindex” o regole nel file robots.txt), errori tecnici o contenuti considerati duplicati o di bassa qualità. In sintesi, mentre le pagine indicizzate sono pronte per apparire nei risultati di ricerca, quelle rilevate sono in una sorta di limbo in attesa di ulteriori verifiche, mentre le pagine non indicizzate sono state deliberate escluse dalla visibilità di Google.

Capito questo, ti invitiamo ad andare nella voce  di menù “indicizzazione” e scegliere “pagine”. Qui troverai le pagine del tuo sito divise in varie sezioni.

  • Errori: pagine che Google non è riuscito a indicizzare a causa di problemi tecnici.
  • Avvisi: pagine indicizzate ma con problemi che potrebbero influenzare il loro rendimento (come ad esempio pagine con reindirizzamenti)
  • Valide: pagine correttamente indicizzate e funzionanti.
  • Escluse: pagine che Google ha deciso di non indicizzare per vari motivi, come un file robots.txt che le blocca o il tag “noindex”.

Se trovi pagine con errori, è importante esaminarle una per una per capire la causa del problema. Alcuni errori comuni includono:

  • Errore 404 (Pagina non trovata): indica che una pagina è stata rimossa o spostata senza un reindirizzamento. Se si tratta di una pagina importante, dovresti impostare un redirect 301 verso un contenuto equivalente.
  • Errore 5xx (Server Error): segnala che il server ha avuto problemi nel caricare la pagina. In questo caso, è consigliabile verificare con il tuo provider di hosting o controllare il file .htaccess.

Il ruolo delle Sitemap XML

Sempre nella sezione “Indicizzazione” puoi trovare la voce “Sitemap”. Per aiutare Google a scansionare e indicizzare il tuo sito in modo efficiente, è fondamentale inviare una Sitemap XML tramite Google Search Console. La Sitemap è un file che elenca tutte le pagine importanti del sito, facilitando il processo di crawling da parte dei motori di ricerca.

Dopo aver inviato la Sitemap, puoi monitorare il suo stato nella sezione dedicata. Se la Sitemap è valida, vedrai il numero di URL rilevati e indicizzati. In caso di errori, come URL non raggiungibili o formattazione errata, Search Console fornirà dettagli utili per risolverli.

Ad esempio, se gestisci un e-commerce e aggiungi nuove schede prodotto, aggiornare la Sitemap permette a Google di trovare e indicizzare rapidamente le nuove pagine. Allo stesso modo, se rimuovi dei prodotti, aggiornare la Sitemap aiuta Google a escludere le pagine non più disponibili, evitando errori 404.

Cosa sono i Core web Vitals, e come leggere il rapporto a loro dedicato

Andando avanti nel menù di sinistra potrai trovare la voce “Core Web Vitals” nella sezione “Esperienza

I Core Web Vitals, di cui abbiamo già parlato in questo articolo, sono un insieme di metriche che Google utilizza per valutare la qualità dell’esperienza utente su un sito web. Dal 2021, questi indicatori sono diventati un fattore di ranking ufficiale, rendendo fondamentale monitorarli e ottimizzarli per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca. Google Search Console offre un rapporto dedicato ai Core Web Vitals che consente di analizzare le prestazioni sia su dispositivi mobili che desktop, evidenziando eventuali problemi da risolvere.

Le tre metriche principali dei Core Web Vitals

  1. Largest Contentful Paint (LCP): misura il tempo necessario per caricare l’elemento più grande visibile nella finestra del browser. Idealmente, dovrebbe avvenire entro 2,5 secondi. Un LCP lento può essere causato da immagini non ottimizzate, codice CSS troppo pesante o un server lento.
  2. First Input Delay (FID): valuta il tempo che intercorre tra la prima interazione dell’utente (come un clic o un tocco) e la risposta del sito. Per offrire una buona esperienza, il FID dovrebbe essere inferiore a 100 millisecondi. Un ritardo elevato può derivare da script JavaScript troppo complessi o non ottimizzati.
  3. Cumulative Layout Shift (CLS): misura la stabilità visiva della pagina durante il caricamento. Un punteggio CLS elevato indica che elementi della pagina si spostano in modo imprevisto, disturbando l’utente. Questo problema può essere causato da immagini senza dimensioni definite o annunci pubblicitari che si caricano in ritardo.

Rapporto Link: analizzare i collegamenti interni ed esterni

Il Rapporto Link di Google Search Console, che puoi trovare in coda al menù, è essenziale per comprendere come Google interpreta la struttura dei collegamenti all’interno del tuo sito (link interni) e quelli provenienti da siti esterni (link esterni o backlink). I collegamenti giocano un ruolo cruciale nella SEO: i link interni aiutano Google a navigare il sito e a stabilire la gerarchia dei contenuti, mentre i backlink da siti autorevoli aumentano l’autorevolezza del dominio.

Analizzare i link interni per migliorare la struttura del sito

La sezione “Link interni” mostra l’elenco delle pagine più collegate all’interno del sito. Una pagina con molti link interni viene percepita da Google come più rilevante. Ad esempio, se gestisci un e-commerce di pesca sportiva, collegare frequentemente la pagina di una canna da pesca bestseller ai post del blog e alle categorie di prodotti aiuta Google a comprendere la sua importanza, migliorando il posizionamento nei risultati di ricerca.

Se una pagina strategica riceve pochi link interni, rischia di essere ignorata dai motori di ricerca. In questo caso, puoi aggiungere collegamenti pertinenti nei punti chiave del sito, come il menu di navigazione, il footer o gli articoli correlati del blog.

Un esempio pratico: hai scritto una guida sulla pesca feeder. Se aggiungi link a questa guida dalle schede prodotto dei pasturatori o dei galleggianti, aiuti Google a capire che il contenuto è rilevante per chi acquista quegli articoli.

Analizzare i link esterni per migliorare l’autorevolezza del sito

La sezione “Link esternielenca i backlink ricevuti da altri siti web. Più backlink di qualità ottieni da siti autorevoli, maggiore sarà la reputazione del tuo sito agli occhi di Google. Ad esempio, se una rivista specializzata di pesca menziona il tuo negozio online e inserisce un link verso una tua guida, questo segnale positivo può migliorare il tuo ranking nei risultati di ricerca.

Il rapporto mostra anche il numero di link provenienti da ogni dominio di riferimento. Se noti backlink da siti sospetti o non pertinenti, potrebbe essere utile monitorarli per evitare penalizzazioni.

Collegamenti principali e testo di ancoraggio

Oltre al numero di link, il rapporto evidenzia i “Collegamenti principali” e i “testi di ancoraggio” (anchor text) più utilizzati. Il testo di ancoraggio è il testo cliccabile del link e dovrebbe descrivere chiaramente il contenuto della pagina di destinazione. Ad esempio, un link con l’anchor text “migliori canne da pesca feeder” aiuta Google a capire che la pagina collegata tratta proprio quell’argomento.

Evitare anchor text generici come “clicca qui” o “scopri di più” è importante per ottimizzare la SEO, poiché non forniscono informazioni utili ai motori di ricerca.

Porta il tuo sito al top con Aletur

Google Search Console è uno strumento essenziale per monitorare l’andamento del tuo sito e migliorare la SEO, ma per ottenere risultati concreti serve una strategia su misura. È qui che entra in gioco Aletur, la nostra agenzia specializzata nel posizionamento online operante su tutto il territorio di Verona, e non solo.

Grazie al nostro servizio di SEO, ottimizziamo ogni aspetto del tuo sito per aumentare la visibilità nei motori di ricerca. Se il tuo business opera a livello locale, il nostro team ti aiuta a scalare la SERP con la Local SEO, mentre le campagne Pay-Per-Click (PPC) garantiscono risultati immediati e mirati.

Analizziamo i dati con un servizio dedicato di analisi di marketing per guidarti verso le scelte giuste, mentre i nostri esperti di copywriting professionale creano contenuti persuasivi che conquistano sia i lettori che i motori di ricerca. E se vuoi diventare autonomo nella gestione della SEO, puoi partecipare ai nostri corsi di formazione, studiati per trasmetterti competenze pratiche e subito applicabili.

Se il tuo sito ha subito una penalizzazione da Google, il nostro servizio di riconsiderazione da ban ti aiuta a risolvere le criticità e a ristabilire la tua presenza online.

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